Tutto è iniziato in un tempo sospeso, quello della pandemia, quando il mondo si è fermato e le nostre vite si sono ristrette tra le mura di casa a Bressanone, in Alto Adige. Ero lì da sei anni, perfettamente integrato in quella realtà che mi aveva accolto: insegnavo geografia tra Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico, muovendomi tra una platea di alunni che erano lo specchio del mondo – sudtirolesi, trentini, veneti, lombardi, stranieri di ogni provenienza e meridionali come me.
La mia vita in terra tedesca era diventata una seconda casa. La Provincia Autonoma di Bolzano mi aveva dato dignità, con una scuola che riconosceva il valore del docente e un sostegno concreto alla nascita di mia figlia. Ero così radicato in quel mondo da aver fondato il "Club Napoli" a Bressanone( LINK:
Dopo il 2020, quando sono andato di ruolo, la mia vita si è spostata tra Dongo, Gravedona ed Uniti e Porlezza, sul lago di Como. È stato in quel periodo, vivendo sulle rive di quel lago, che ho compreso la possibile strada di Chiavenna che il nonno di Heidi discese per la Svizzera. Ricordo ancora una bella giornata di sole: guardavo le cime innevate che si riflettevano nel blu profondo delle acque, circondate da imbarcazioni, e quel panorama mi colpì profondamente. In quell'istante avvertii un odore di Mediterraneo, un clima che mi avvolgeva e che mi stava preparando a quello che avrei poi ritrovato a Genova. Mi sono immedesimato nel nonno di Heidi, pensando a come anche lui, scendendo dalla Svizzera, possa aver avvertito quel clima mediterraneo osservando le imbarcazioni del lago di Como, che nel mio primo capitolo descrivo non ghiacciato.
Il mio rapporto con il mondo dell'animazione risale a molto lontano: fin da quando avevo sei anni, i Cavalieri dello Zodiaco sono stati i compagni delle mie giornate. Ero sempre affascinato dal mio segno zodiacale, l'Aquarius, l'undicesima casa del combattimento,. Ma il mio personaggio preferito rimane sempre il mio segno zodiacale: l'Aquarius che nella serie anime fa vedere che è un grande maestro, orgoglioso di se stesso, che pur se ne frega di Arles. Se fa passare Pegasus e Andromeda, lui è come me, l'Acquario è un idealista e, pur di insegnare a Crystal il Cigno i valori della vita, sfida se stesso; quindi se ne frega degli ordini di Arles. Lui è convinto della sua percezione, combatte per il suo allievo, per la sua cristalliera; Crystal non era figlio del suo maestro, era allievo del maestro di cristallo che Aquarius aveva allenato, quindi un uomo che guarda con idealismi personali il proprio segno. Di quel periodo conservo nitida la melodia della sigla, un'eco della mia infanzia che non mi ha mai abbandonato. Tuttavia, è stato solo anni dopo, a Bressanone, guardando Heidi con la mia bambina piccola, che la mia formazione da geografo si è risvegliata. Appena le strade si sono riaperte, ho preso mia moglie e la mia piccola. Di solito passavo per il confine della Provincia autonoma di Bolzano con l'Austria, verso Innsbruck, ma quella fu la prima volta che attraversai il confine del Passo dello Stelvio verso la Svizzera. Lì avvertii qualcosa di straordinario: la Provincia autonoma di Bolzano confina non solo con la provincia di Belluno, ma anche con la Svizzera, con l'Austria e con la Lombardia attraverso la provincia di Sondrio. Avvertii proprio un mondo diverso, poiché la provincia autonoma di Bolzano è vicina anche alla Svizzera e ciò mi colpì tanto. Appena si passa il Passo dello Stelvio, si avverte qualcosa di diverso rispetto alla parte austriaca, montagne molto colorite simili a quelle che si raccontano in Heidi. Volevo toccare con mano quei luoghi. E lì, sfogliando l'originale del libro di Johanna Spyri, il mio sguardo di studioso si è bloccato su una riga in inglese: "Naples, Kingdom of the Two Sicilies" (Napoli, Regno delle Due Sicilie).
Quella scritta è stata la scintilla. Come napoletano, laureato in geografia alla "Sapienza" di Roma, il mio istinto mi ha suggerito che non poteva essere un caso. Ho iniziato a scavare e ho scoperto che il testo originale conferma un dato affascinante: il nonno di Heidi, prima di ritirarsi in solitudine sulle montagne, aveva trascorso molti anni a Napoli. Fu lì che crebbe suo figlio Tobias, il futuro padre di Heidi, immerso in un ambiente mediterraneo e profondamente napoletano. Ho capito che dietro quel "Vecchio dell'Alpe" si celava un uomo che aveva vissuto un'esistenza che la letteratura ufficiale aveva solo sfiorato. Ho sentito il bisogno di ricostruire quel percorso. Ho compreso che il nonno non era nato burbero, ma era un soldato che aveva servito a Napoli e che, per ragioni rimaste avvolte nel segreto, era dovuto ripartire portando con sé soltanto suo figlio.
Questo romanzo nasce per rispondere a un richiamo. Nasce dalla convinzione che la storia del nonno di Heidi custodisca un profondo legame con Napoli e con il Regno delle Due Sicilie. Tuttavia, è importante precisare che Heidi non aveva origini napoletane da parte materna. La madre di Heidi, infatti, secondo il racconto originale era una giovane dei Grigioni, conosciuta e poi sposata da Tobias dopo il suo ritorno in Svizzera. Le radici di Heidi restano quindi profondamente grigionesi, mentre il legame con Napoli appartiene alla formazione umana e culturale di suo padre, cresciuto per molti anni in quella città. Non ho voluto riscrivere l'opera di Johanna Spyri, né sovrappormi al suo genio. Ho solo voluto ringraziarla. Ho seguito i fili che lei ha teso tra le valli dei Grigioni e il Regno delle Due Sicilie, intrecciando la storia di un uomo che, prima di diventare una leggenda, ha vissuto un lungo tratto della sua vita all'ombra del Vesuvio e davanti al mare di Napoli. A Johanna, che ci ha regalato il mito, dono questo racconto. A mia figlia, che mi ha fatto riscoprire la magia tra le montagne di Bressanone, dedico questa ricerca.
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